Fionda o boomerang? Come distribuisci gli asset digitali?

Li getti sui tuoi canali o li distribuisci e ti ritornano insight?

Da molti è considerata la Cenerentola tra tutte le attività che i marketer svolgono sui contenuti.

Eppure, la distribuzione dei contenuti gioca un ruolo sorprendentemente importante nei report di marketing. Può infatti influenzare fortemente i costi e i ricavi della content strategy.

Tutto dipende da come i contenuti vengono distribuiti. E tu, li tiri con la fionda o li lanci come un boomerang? Spoiler: solo uno dei due metodi è efficace per il tuo business!

Indice:

 

Cos’è la distribuzione dei contenuti digitali

La distribuzione di un contenuto è il ponte che collega il lavoro dei creativi e l’esperienza utente nei tuoi canali digitali.

Poesie e aforismi a parte, con la distribuzione pubblichi immagini, video, audio e informazioni sui touchpoint di un brand: sito web, e-commerce, newsletter, cataloghi digitali e così via.

Si tratta di uno degli step del ciclo di vita di un contenuto, che vede l’alba con il brief creativo e termina con la sua fruizione web da parte dei tuoi interlocutori e l’analisi delle performance da parte dei marketer.

Da molti marketer è considerata una fase scomoda perché richiede molto tempo ed è ripetitiva, a scarso valore aggiunto.

 

Distribuzione fionda

Per ogni nuovo contenuto si ripete quindi la stessa tiritera:

  • si crea una copia dedicata ad ogni canale
  • si salva i file nell’archivio aziendale o si condividono tramite tool di file sharing
  • si scarica una nuova copia dell’asset in locale
  • si carica un'ulteriore copia dell'asset nella media gallery di ogni canale.

Si verifica una sorta di distribuzione in modalità fionda, perché una volta che il contenuto è approvato viene lanciato verso i propri interlocutori. E a questi resta tra le mani fino al lancio successivo.

Sebbene non sia sbagliato, questo approccio è caratterizzato da alcuni limiti.

Non solo perché richiede un gran dispendio di energie ma anche perché rende impossibile sfruttare la distribuzione in modo strategico. Cosa che è possibile fare, invece, distribuendo i contenuti in modalità boomerang.

Distribuzione senza DAM

Distribuzione boomerang

L’obiettivo principale della modalità boomerang non cambia rispetto a quello della modalità fionda. Anche in questo caso è importante che gli interlocutori possano fruire di contenuti sempre aggiornati.

Ciò che cambia, è l’approccio.

Dopo il brief e la sua realizzazione, il contenuto viene pubblicato sui vari canali con due grandi differenze rispetto all’approccio fionda.

In primo luogo, la pubblicazione avviene in modo rapido e senza sforzi manuali. Inoltre, è possibile analizzare le performance degli asset, studiando come gli utenti interagiscono con essi e individuando i loro interessi d’acquisto.

Questo tipo di distribuzione dei contenuti è tipica delle migliori DAM Platform.

Metaforicamente possiamo parlare di un boomerang, perché richiama il movimento compiuto dal contenuto che, dopo essere lanciato verso l’audience di riferimento, fa ritorno al punto di partenza. Con grande agilità e un set di dati utili per migliorare la content strategy.

 

Come distribuire al top gli asset digitali

Spoiler: rispetto alla modalità fionda, la distribuzione boomerang è di gran lunga più efficace per distribuire gli asset digitali. Concretamente, essa è resa possibile dalle DAM Platform, soluzioni di Digital Asset Management che gestiscono l’intero ciclo di vita dei contenuti, dalla creazione alla loro analisi, prestando massima attenzione alla loro distribuzione.

Le migliori DAM Platform centralizzano la creazione, l’approvazione e l’archiviazione degli asset all’interno di un unico hub, distribuendoli in automatico su ogni canale, senza copiarli su ogni piattaforma.

Fisicamente esiste quindi una sola copia dell’asset, distribuita direttamente su tutti i touchpoint direttamente dalla soluzione, che ne adatta in automatico attributi e formato in fase di pubblicazione.

Inoltre, se dotati di funzionalità di content analytics, questi tool provvedono a raccogliere insight preziosi sulle performance dei contenuti e sulle tipologie di utenti che hanno interagito con essi.

In questo senso parliamo di boomerang.

Lo scopo di ogni contenuto non si esaurisce nel momento in cui viene visto, cliccato o ascoltato dall’utente ma getta le basi per impostare strategie data-driven, diventando il punto di partenza per la creazione di nuovi contenuti.

Distribuzione con DAM

Il camaleonte dei report di marketing

Potremmo definire la distribuzione il camaleonte dei report di marketing.

Forse non salta all’occhio come un copy d’effetto o un design accattivante, ma la distribuzione dei contenuti può portare un valore aggiunto concreto. Se fatta nel modo corretto, ovviamente.

Secondo noi almeno per quattro motivi.

  1. Snellisce l’operatività. Distribuire nel modo corretto significa distribuire in modo diretto sui canali. In altre parole, il tempo perso per creare versioni ad hoc di un contenuto per ogni canale e aggiornare a mano sito web, e-commerce e cataloghi digitali si può investire in attività a maggior valore.
  2. Migliora l’esperienza utente. Distribuire in modo corretto abilita un’esperienza utente di qualità e omnicanale. Comunicando in modo coerente, su ogni touchpoint, si rafforza la brand identity. Per un e-commerce questo si traduce nella riduzione del numero di carrelli abbandonati e in un aumento delle conversioni.
  3. Accorcia il time to market. Distribuire in modo corretto fa in modo che ciò che si vuole comunicare diventi subito ciò che si comunica. Trovata la quadra per un asset lo si può pubblicare in modo istantaneo su ogni canale, accorciando il time to market. Cogliendo da subito i frutti della content strategy.
  4. Crea esperienze utente personalizzate. Distribuire in modo corretto consente di analizzare le performance di ogni asset. Tracciando e studiando gli interessi di ogni utente, si possono proporre loro esperienze di navigazione e di acquisto personalizzate, aumentando il numero di conversioni.

 

Quale approccio scegliere per distribuire gli asset?

In definitiva, senza un’adeguata distribuzione dei contenuti, è difficile dare concretezza alla creatività e alla bravura di grafici, copy e strateghi.

Non dare mai per scontata la distribuzione dei tuoi asset perché, a seconda, di come la gestisci, può avere impatti molto positivi o molto negativi sul ROI della tua content strategy.

D’altro canto, proprio perché sottovalutata da molti – ma non da tutti – considera che un’ottima distribuzione può essere fonte di un vantaggio competitivo.

È evidente che l’approccio boomerang sia quello ideale per te e i tuoi clienti. Porta con sé tanti vantaggi e un solo prerequisito: una DAM Platform. E ovviamente, non una qualunque.

 

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